1. Danimarca (52%) 2. Finlandia (47%) 3. Svezia (46%) 4. Paesi Bassi (45%) 5. Francia Gran Bretagna (44%) 6. Lettonia (39%) 7. Lussemburgo (38%) 8. Belgio (36%) 9. Germania (35%) 10. Slovacchia (34%)
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VIOLENZA SULLE DONNE IN EUROPA

In Europa oltre sessantadue milioni di donne hanno dichiarato di aver subito violenze.

É stata fatta un’indagine nei paesi europei dall’ Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali che ha avuto una durata di 3 anni e si è conclusa il 4 marzo 2014.

Si è stabilito, dopo aver intervistato 42mila donne dai 18 ai 74 anni, che i 10 paesi con il maggior numero di donne vittime di violenza sono:

 1. Danimarca (52%) 2. Finlandia (47%) 3. Svezia      (46%) 4. Paesi Bassi (45%) 5. Francia   Gran Bretagna (44%) 6. Lettonia (39%) 7. Lussemburgo (38%) 8. Belgio (36%) 9. Germania (35%) 10. Slovacchia (34%)
1. Danimarca (52%)
2. Finlandia (47%)
3. Svezia (46%)
4. Paesi Bassi (45%)
5. Francia
Gran Bretagna (44%)
6. Lettonia (39%)
7. Lussemburgo (38%)
8. Belgio (36%)
9. Germania (35%)
10. Slovacchia (34%)

 

La Danimarca è il paese europeo in cui si verificano più atti di violenza fisica e verbale sulle donne. Occupa il primo posto perchè le donne andando in pensione anche dopo i 70 anni sono più a lungo esposte ad abusi sul posto di lavoro. Inoltre il tasso alcolico di chi abusa delle donne è molto alto.
La Danimarca è il paese europeo in cui si verificano più atti di violenza fisica e verbale sulle donne. Occupa il primo posto percé le donne andando in pensione anche dopo i 70 anni sono più a lungo esposte ad abusi sul posto di lavoro. Inoltre il tasso alcolico di chi abusa delle donne è molto alto.
L'Italia si colloca al 18esimo posto della classifica, con il 27%
L’Italia si colloca al 18esimo posto della classifica, con il 27%

 

La violenza domestica rappresenta un incubo per molte donne e bambini, costretti a vivere in un clima di terrore e tensione proprio nel luogo in cui dovrebbero essere più al sicuro: la propria casa. Alla base della violenza domestica c'è un rapporto impari, in cui l'uomo sfrutta la propria superiorità fisica e spesso economica per prevaricare gli altri componenti della famiglia ed imporre regole e severe punizione a suo interesse. Lo scopo ultimo del violentatore è di  controllare le proprie vittime sia psicologicamente sia fisicamente.
La violenza domestica rappresenta un incubo per molte donne e bambini, costretti a vivere in un clima di terrore e tensione proprio nel luogo in cui dovrebbero essere più al sicuro: la propria casa. Alla base della violenza domestica c’è un rapporto impari, in cui l’uomo sfrutta la propria superiorità fisica e spesso economica per prevaricare gli altri componenti della famiglia ed imporre regole e severe punizione a suo interesse. Lo scopo ultimo del violentatore è di controllare le proprie vittime sia psicologicamente sia fisicamente.

 

Ogni giorno in tutta Europa più di 17 mila bambini e adolescenti si rivolgono sempre meno con il telefono e sempre più tramite internet ai centri di ascolto e segnalazione che si occupano della loro tutela contro tutti i tipi di abuso e di violenza. Oltre alle violenze fisiche e psichiche, oggi è soprattutto la navigazione in Internet a rappresentare il pericolo maggiore per le nuove generazioni che, pur tecnologicamente preparate e pronte, spesso sono psicologicamente incapaci di affrontare certi tipi di realtà virtuale e si ritrovano in situazioni dove loro stessi non riescono a capirne le gravità.
Ogni giorno in tutta Europa più di 17 mila bambini e adolescenti si rivolgono sempre meno con il telefono e sempre più tramite internet ai centri di ascolto e segnalazione che si occupano della loro tutela contro tutti i tipi di abuso e di violenza.
Oltre alle violenze fisiche e psichiche, oggi è soprattutto la navigazione in Internet a rappresentare il pericolo maggiore per le nuove generazioni che, pur tecnologicamente preparate e pronte, spesso sono psicologicamente incapaci di affrontare certi tipi di realtà virtuale e si ritrovano in situazioni dove loro stessi non riescono a capirne le gravità.

 

Halilaj Grace, Passi Beatrice e Montini Martina, 1C

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