Off-Topic Psicologia

Ruzzlemania

Tutti pazzi per Ruzzle, la nuova “droga tecnologica”, che da innocuo passatempo può diventare una dipendenza. Giocare a Ruzzle può tenere infatti il giocatore più incallito piegato sullo schermo del suo smartphone per ore, trasformando una breve pausa in una notte passata in bianco a digitare freneticamente parole su parole.

Ruzzle è una sfida a due (o si può giocare anche da soli) nel comporre in 120 secondi più parole possibili utilizzando le lettere disposte in una scacchiera di 4×4. Federico Tonioni, direttore del Centro per le psicopatologie da web del Policlinico Gemelli di Roma, avverte del pericolo di dissociamento dalla realtà che questo nuovo giochino costituisce per chi ne diventa dipendente: la realtà viene scalzata via dalla frenetica digitazione, dalla gara compulsiva tra sfidanti virtuali. A far la differenza è il tempo.

Prendersi del tempo, infatti, per staccare la spina dalla realtà, anche giocando, è divertente e utile al pensiero cognitivo, ma nel momento in cui il gioco diviene una calamita porta a effetti del tutto diversi. Sì a Ruzzle, dunque, “purchè sia vissuto come un momento di pausa, e non come una maratona” spiega Tonioni all’Adnkronos.

Foto di teefaye

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *