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Telerilevamento: una soluzione Geo-Logica

Servirsi dei satelliti per prevedere il comportamento delle frane: un esperimento condotto in Alto Adige grazie a Christian Iasio, responsabile dell’Istituto per il telerilevamento applicato dell’Eurac di Bolzano.

Geologo e geo-morfologo, Iasio dal 2010 al 2012 ha coordinato il progetto LAWINA. Nato da una collaborazione dell’Eurac con la Provincia Autonoma di Bolzano e l’Agenzia Spaziale Italiana, il progetto era finalizzato al monitoraggio delle frane nella zona di Corvara, in Val Badia, un fenomeno che alterna fasi stabili e periodi di maggiore attività da oltre 10.000 anni.

In pratica, utilizzando la tecnologia satellitare (in particolare COSMO SkyMed CSK®, satellite radar ad alta risoluzione che permette di riconoscere anche velocità di pochi millimetri all’anno) e avvalendosi di conoscenze nel campo dell’ingegneria, della geologia e delle scienze sociali, il gruppo di ricerca studia la realtà della zona di Corvara per valutare e mitigare i rischi, per la popolazione e le infrastrutture del territorio, dovuti all’earth-flow, lo scivolamento di una falda.

Il lavoro si suddivide in cinque fasi. La prima consiste nel comprendere il fenomeno e capire se gli strumenti utilizzati sono adatti. In seguito, sfruttando l’interferometria multipla, una sovrapposizione di immagini in successione temporale che evidenzia gli spostamenti del terreno, vengono monitorati i flussi e gli scivolamenti. Successivamente vengono installati alcuni corner reflectors, adatti a essere riconosciuti e marcati ai vari passaggi del satellite. “L’inserimento di questi punti di rifelssione artificiale” spiega Iasio “è una peculiarità della metodologia sviluppata in Alto Adige. I corner reflectors sono strumenti passivi costituiti da lastre metalliche che riflettono con eccezionale efficacia il segnale radar e consentono il monitoraggio continuo della frana”.

Nella quarta fase si raccolgono i dati per poi elaborarlii con analisi statistiche. Alla fine i dati raccolti possono essere comunicati all’amministrazione provinciale per aggiornare i il quadro conoscitivo su cui si basano i “Piani del Pericolo” dei Comuni.

A causa dei cambiamenti climatici, responsabili di catastrofi come inondazioni o frane, le aspettative per il futuro non sono incoraggianti ma grazie a queste tecnologie si disporrà di uno strumento in più per salvaguardare la popolazione da questi fenomeni geologici.

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