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Il pericolo del millennio: intervista a Stefano Liberti sul Land Grabbing

Che cos’è il Land Grabbing, ve lo siete mai chiesti?

Noi ragazzi della IV D del Liceo Scientifico Torricelli di Bolzano, ci siamo avvicinati a questo tema e abbiamo avuto una risposta a questa domanda durante la conferenza svoltasi il 24 settembre 2015 nella nostra scuola. La conferenza è stata tenuta dal giornalista cambogiano Wuti che ci ha fornito informazioni utili sul Land Grabbing, problema molto sentito nel suo Paese. Per approfondire questo tema ci siamo rivolti al giornalista Stefano Liberti, il quale ha risposto alle nostre domande nella seguente intervista.

Stefano Liberti ha cominciato a lavorare come giornalista alla redazione del quotidiano il Manifesto dopoGWAYkA8P aver studiato storia all’università. “Ho lavorato lì per dieci anni, apprendendo il mestiere sul campo, come inviato della redazione esteri, con una specializzazione sui paesi africani e sull’immigrazione” ci racconta il giornalista. Dal 2012 lavora come libero professionista su progetti specifici legati ai temi che gli erano cari quando lavorava per la testata giornalistica: “me ne occupo scrivendo articoli per varie riviste, italiane e straniere, ma soprattutto in libri e in documentari”.

Stefano è venuto a conoscenza del tema Land Grabbing attraverso dei lavori sul campo in Africa. “Ne ho parlato con il mio editore, che ha deciso di finanziare una serie di viaggi per approfondire il tema a scrivere un libro”. La sua intuizione è stata giusta: dopo essere stato pubblicato in italiano, il libro è stato tradotto in inglese, francese, tedesco, spagnolo, coreano e cinese.

Abbiamo parlato di Land Grabbing, ma cosa significa? Il Land Grabbing, letteralmente “accaparramento delle terre”, è il passaggio da mano pubblica a privata di milioni di ettari di terra coltivabile, per lo più nel sud del mondo, che gruppi e società del nord sfruttano per prodotti destinati all’esportazione e non al mercato locale. Sfortunatamente, ci spiega Liberti, il tema è per noi occidentali una questione remota, soprattutto perché riguarda paesi lontani. “Devo però dire” aggiunge l’autore, “negli ultimi anni c’è maggiore discussione sull’argomento rispetto a quando ho cominciato le ricerche per il mio libro”. Secondo lui, invece, è una tematica che dovrebbe interessare a tutti, poiché riguarda gli equilibri agricoli e quindi socio-ambientali del pianeta intero.

C’è qualcosa di concreto che si sta facendo per frenare questo fenomeno? Nel 2013, ci racconta Liberti, sono state approvate all’interno della FAO delle linee guida per gli investimenti responsabili in agricoltura – che prevedono alcuni importanti limiti per la cessione delle terre. Si tratta di principi non vincolanti, alla cui realizzazione hanno però partecipato sia i governi che le società civili. È l’inizio di un dibattito, che in effetti era del tutto assente fino ad allora. È importante che sul tema si mantenga una certa attenzione, sia nel Sud del mondo che nel Nord, per evitare la conclusione degli accordi più predatori, che non giovano alle popolazioni dei paesi ma solo ai grandi gruppi che li concludono.

Abbiamo posto anche qualche domanda riguardo al libro “Land Grabbing”, da lui pubblicato.

A partire da un lavoro preliminare ho individuato una serie di luoghi o situazioni dove condurre l’inchiesta, che ho poi finalizzato grazie ai fondi forniti dalla casa editrice”. Infine ci racconta anche delle persone di cui ha avuto la possibilità di conoscere durante la stesura del libro: “Le persone che più mi hanno colpito sono gli investitori che ho incontrato, perché si trattava di un mondo che conoscevo poco, a differenza di quello dei contadini o dei funzionari dei paesi africani, con cui avevo molta più familiarità.”

Infine gli abbiamo chiesto per quale motivo un giovane ragazzo dovrebbe interessarsi al tema: “Per fare questo mestiere bisogna essere curiosi, aperti e disposti a cambiare costantemente prospettiva sul mondo e sulle cose. Soprattutto, come diceva il grande reporter polacco Ryszard Kapuściński non bisogna essere cinici. È un mestiere faticoso, che dà però grandi soddisfazioni. Nonostante sia in crisi in questo periodo, credo ci sarà sempre bisogno di informazione e di uno sguardo aperto sul mondo, che solo le nuove generazioni possono fornire”.

Bianchi Alessandro, Boldrin Manuel, Brija Megi, Facchin Martina, Fambri Alessandro, Franceschini Martina, Giuliani Marco, Pacelli Alessandro, Salin Marika, Shahid Saad, Turetta Jenny, Vezzali Giorgia, Vicentini Monica, IV D

Fonte:http://www.slowfood.it/tag/land-grabbing/

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