della Terra

SCOPERTO UN SISTEMA SOLARE CON PIANETI FORSE ABITABILI

A “soli” 39 anni luce dalla Terra i ricercatori hanno individuato una stella nana orbitata da sette pianeti, tre dei quali situati nella cosidetta “zona abitabile”.

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Un sistema solare con sette pianeti di dimensioni simili alla Terra, tre dei quali si trovano nella cosidetta zona abitabile e potrebbero ospitare oceani di acqua liquida: è la scoperta effettuata da un gruppo di astronomi. È forse il risultato più clamoroso mai raggiunto nella ricerca dei pianeti extrasolari e, potenzialmente, della vita oltre la Terra.

 

I pianeti orbitano intorno a TRAPPIST-1, una stella che si trova a 39 anni luce dalla nostra Terra. Già l’anno scorso erano stati individuati tre potenziali pianeti in orbita, ma oggi il team internazionale di astronomi, guidato da Michael Gillon dello STAR Institute dell’Università di Liegi, annunciano di essere riusciti a osservare il transito davanti alla stella di sette corpi celesti e a calcolarne le dimensioni, la composizione chimica e l’orbita. Almeno sei di sette sono probabilmente rocciosi e hanno anche temperature simili a quelle riscontrate sulla Terra.

TRAPPIST-1 è molto piccola per essere una stella: ha una massa poco più grande di quella del pianeta Giove, e pari a solo l’8% di quella del nostro Sole. Vicina alla costellazione dell’Acquario, è anche molto poco luminosa. “Le stelle nane come TRAPPIST-1 emettono un’energia molto più debole rispetto al nostro Sole”, spiega Amaury Triaud, coautore della ricerca. Perché sia possibile la presenza di acqua liquida, i pianeti dovrebbero avere un’orbita molto più vicina alla stella rispetto a quelli di nostro Sistema Solare. Fortunatamente, è proprio il tipo di configurazione che abbiamo riscontrato intorno a TRAPPIST-1”. In particolare, il secondo, terzo e quarto pianeta partendo dalla stella (denominati TRAPPIST-1c, d, f) ricevono energia in quantità paragonabile a quella ricevuta, rispettivamente, da Venere, dalla Terra e da Marte.

Almeno in teoria, tutti e sette pianeti potrebbero ospitare acqua liquida, ma per alcuni la possibilità è più concreta che per altri. In particolare, i tre pianeti più interni (contrassegnati dalle lettere b, c e d) sono probabilmente troppo caldi: l’eventuale presenza d’acqua sarebbe limitata solo a piccole aree della loro superficie. Il pianeta più lontano dalla stella, TRAPPIST-1 h, è invece con ogni probabilità troppo lontano, anche se la sa distanza orbitale non è stata calcolata con precisione. Sono invece i tre pianeti di mezzo TRAPPIST-1 e, f, g – a suscitare gli entusiasmi degli astronomi: si trovano nella cosidetta zona abitabile e potrebbero addirittura contenere interi oceani d’acqua.

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La nuova scoperta è stata possibile grazie alle osservazioni compiute da diversi telescopi terrestri, e dal telescopio spaziale Spitzer dalla NASA. Oggi un altro telescopio spaziale, lo Hubble, ha già puntato le lenti verso il sistema di TRAPPIST-1 per cercare i segni dell’eventuale presenza di atmosfera attorno ai suoi pianeti. E il futuro apre la possibilità ancora maggiori: secondo Emmanuel Jehin, un altro membro del team, “con la nuova generazione di telescopi, come lo European Extremely Large Telescope [che dovrebbe essere completato entro il 2024] e il James Webb Space Telescope [il cui lancio è previsto nel 2018] saremo presto in grado di cercare l’acqua e persino i segni dell’eventuale presenza di forme di vita su questi mondi distanti”.

Xhejsi Qosja, IC

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