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Lo spreco di cibo in Francia è oggi reato. In Italia la legge è in fase di approvazione.

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Le cifre:
Dal 3 febbraio, in Francia, lo spreco di prodotti alimentari (gaspillage alimentaire) ancora commestibili è reato. In Italia, come evidenziato nel rapporto Waste Watcher 2105, si sprecano 6,7€ per famiglia a settimana, per un importo complessivo di 8,4 miliardi di euro all’anno. A livello mondiale si sale a 1.000 miliardi dollari, 2.600 miliardi considerando lo spreco d’acqua e l’impatto ambientale. In Europa si gettano 90 milioni di tonnellate di cibo ogni anno e si sprecano ogni giorno l’equivalente di 720 calorie, circa un terzo del fabbisogno giornaliero di una persona adulta.

La legge francese coinvolge i gestori dei supermercati rendendo obbligatori accordi tra i grandi esercenti e le associazioni caritative; prevede, inoltre, sanzioni per coloro che distruggono volontariamente alimenti ancora consumabili e per coloro che producono prodotti malfatti. Un particolare divieto è quello di rendere inutilizzabili prodotti scaduti o vicini alla scadenza invenduti. La normativa prevede inoltre che i supermercati distribuiscano il cibo prossimo alla data di scadenza alle associazioni caritatevoli. Se impossibilitati questo cibo dovrà essere convertito in mangime o compost. In caso di violazione sono previste pesanti sanzioni. Con questa iniziativa la Francia è il primo Paese al mondo a legiferare su questo tema, permettendo a dieci milioni di francesi in più di potersi sfamare. I politici locali auspicano che ciò possa avvenire in tutta l’UE.

In Italia legge ferma in Parlamento:
In Italia purtroppo la legge “spreco zero” è ancora ferma in Parlamento. Nel nostro paese, con la messa in atto della cosiddetta campagna Spreco Zero 2016, ci si sta concentrando sulle cause dello spreco e sui comportamenti dei consumatori, sul rilevante spreco domestico che incide fino allo 0,5% del PIL. Un obiettivo, invece, nel progetto Family Bag è quello di permettere ai clienti dei ristoranti aderenti al progetto stesso di portare a casa le pietanze avanzate evitando così che il cibo venga gettato nella pattumiera. Allo stato attuale, in provincia di Padova, 100 ristoratori aderiscono all’iniziativa e ci si augura che il progetto venga esteso in tutta Italia.

Christian Cornella 2F

Foto: U.S. Department of Agriculture

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