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LA POETESSA RIBELLE

Mezzo secolo dalla sua morte e ancora si parla di Forugh!

Forugh Farrokhzad, originaria di Teheran, iniziò a scrivere in età precoce poesie sul ruolo della donna dopo la rivoluzione di Khomeini del 1978-1979.

“Perché dovrei fermarmi… è solo la voce che resta”, così si esprimeva la poetessa persiana che sfidò i tempi duri della rivoluzione.Poesie vivaci e sensuali esprimevano i suoi sentimenti, che per legge lei e migliaia di donne non potevano esprimere.

A causa delle sue idee il marito chiese il divorzio e lei perse il figlio. Fu criticata come una donna di “basso costume”, e passò un anno in cura psichiatrica. In seguito si trasferì in Europa dove girò un documentario sui lebbrosi intitolato “La casa è nera” per la quale venne premiata diverse volte. Successivamente il regista Bernardo Bertolucci la volle come protagonista in un suo cortometraggio.

Tornata a Teheran, le sue poesie diventarono più cupe e amare come se volessero segnare il suo destino. Infatti Forugh morì nel febbraio del 1967, a soli 32 anni, in un incidente stradale.

Oggi Forugh è simbolo di libertà, la sua tomba è meta di tanti giovani che nei freddi inverni di Teheran vanno a leggere le sue poesie. Inoltre è un’icona per le femministe iraniane che lottano per la libertà della donna.

La poetessa Nina Sadeghi, originaria di Teheran e impegnata anche lei in questa lotta, ci spiega il suo pensiero riguardo a Forugh: “Forugh era una donna molto forte che tramite le sue poesie parlava per tante donne. Per via delle sue poesie perse la sua famiglia e affrontò amare conseguenze, ma nonostante tutto ha resistito. Io mi ispiro a lei per scrivere, trovo molto importante potermi esprimere, essere donna.”

Il 31 marzo nella biblioteca comunale di Vadena Nina Sadeghi ha letto le poesie di Forugh.

Mina Baumgartl, 1C

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