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IL DNA: LETTERE CHE LEGGIAMO, MA LE CAPIAMO?

Martedì, 21 novembre 2017 si è tenuta un’ interessante conferenza sulla genetica presso il Museo di Scienze Naturali di Bolzano. La conferenza era incentrata sul libro “Il gene riluttante“ scritto da Guido Barbujani, relatore della conferenza.
Guido Barbujani (Adria, 31 gennaio 1955) è un genetista e scrittore italiano. Ha lavorato alla State University of New York a Stony Brook, alle Università di Padova e di Bologna, e dal 1996 è professore di genetica all’Università di Ferrara.
Il professore ha fatto notare, che la scienza ha attribuito troppa importanza al nostro DNA, viste le nostre conoscenze attuali a riguardo.
Comunemente il DNA, caratterizzato dalla famosa doppia elica, viene inteso come ricetta unica e determinante di ogni individuo, ma noi non sappiamo ancora leggere la sintassi di questa ricetta; ovvero quanto il nostro DNA effettivamente determini di noi durante la nostra vita. Infatti “Sono così facili da leggere e da copiare che perfino noi, limitati esseri umani siamo riusciti a decifrare le lettere del DNA; a leggere e interpretare le loro sequenze; a copiare, smontare e rimontare pezzi di materiale genetico; e a osservare che cosa accade quando quei pezzi ci sono o non ci sono“, spiega Barbujani, ma invece noi sappiamo ancora poco niente del significato di tutte queste combinazioni di lettere.
Pertanto, il professore ha affermato che per ora qualsiasi ipotesi riguardo a geni direttamente responsabili di caratteristiche come l’intelligenza, la criminalità, ecc.. sia del tutto priva di fondamento scientifico.
Eppure spesso sono stati pubblicati articoli, all’apparenza con tanto di studi scientifici allegati, che cercavano di dimostrare l’esistenza di questi geni particolari. Tanto da stupirsi come notizie così poco accertate riuscissero a riscuotere tanto successo nel mondo. La risposta sta nei media, visto che comunque è un argomento decisamente interessante per chiunque.
In conclusione Barbujani ha fatto notare che se davvero si dovesse riuscire a dimostrare che caratteristiche come la criminalità e l’intelligenza dipendono effettivamente dal nostro DNA, questo avrebbe delle fortissime conseguenze sul nostro sistema, in quanto crollerebbe tutto l’apparato giudiziario e la propensione all’istruzione di tutti. Queste sarebbero logiche conseguenze in quanto non avrebbe senso condannare qualcuno con una natura da criminale per un reato, visto che non ci potrebbe fare nulla e non avrebbe nemmeno senso istruire chi è più “ stupido “ di natura.

Diana Caravaggi, Sofia Gecele

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