Psicologia

CYBERBULLISMO & PREVENZIONE

In questi ultimi tempi è capitato spesso, purtroppo, di sentire di episodi di bullismo tra giovani e questo ha portato a renderci conto di quanto il problema della violenza stia diventando preoccupante. Ma accanto al bullismo si sente parlare anche di cyberbullismo.

Sono chiamati così tutti quegli atti di bullismo che vengono compiuti utilizzando i nuovi mezzi di comunicazione: cellulare, chat, forum, e-mail, ecc.

Ed essere vittime di questo tipo di violenza significa rimanere intrappolati in situazioni che possono far molta paura e dalle quali spesso non si sa bene come uscirne: non è per niente piacevole, oltre ad essere molto pericoloso, per questo bisogna prestare molta attenzione quando comunichiamo con gli altri.

‘Ma allora bisogna forse smettere di utilizzare internet e telefono per comunicare e divertirci con i nostri amici?’ Assolutamente no, perché per non rischiare di rimanere intrappolati in un episodio di cyberbullismo è necessario stare sempre molto attenti quando si è online e, soprattutto, è bene conoscere quello che si può fare e quello che non si deve fare quando si utilizzano le nuove tecnologie per comunicare. Rientra nel cyberbullismo anche la pubblicazione di informazioni private appartenenti ad un’altra persona. È necessario prestare molta attenzione quando si inseriscono dati personali (nome, cognome, indirizzo, numeri di telefono) in internet. Lo stesso vale per i video e le foto che ritraggono noi stessi o i nostri amici. Tutto questo insieme di informazioni una volta messo online, è difficilmente controllabile.

Secondo uno studio, il 78 per cento degli adolescenti che hanno commesso suicidio sono stati vittime di bullismo sia a scuola che on-line, mentre solo il 17 per cento sono stati esclusivamente vittime di cyberbullismo. In questi casi di suicidi adolescenziali c’erano però malattie mentali pre-esistenti quindi gli autori dello studio hanno così concluso che il cyberbullismo è un fattore presente in alcuni suicidi, ma quasi sempre ci sono altri fattori come la malattia mentale o la presenza di altre forme di bullismo, come quello faccia a faccia. Il cyberbullismo in genere rientra nel contesto del normale bullismo.

Quello che può fare ogni genitore è parlare costantemente con il figlio, raccontare le diverse storie, più che pontificare chiedere un parere:“ Tu cosa ne pensi ?” e iniziare un dialogo. Scrive lo psichiatra Giuliano Castigliego dopo il recente suicidio di un’altra vittima di cyberbullismo, Carolina: “Siamo forse noi psichiatri, psicologi, psicoterapeuti, che parliamo volentieri di psicoterapia online, che dovremmo trovare ed offrire una modalità adeguata per accompagnare online anche questi processi – che di sostegno hanno talvolta bisogno per non cedere al puro contagio emotivo o all’agito aggressivo.

 

Xhejsi Qosja, IC

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