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Ben svegliato, Philae!

Ci siamo! Philae si è risvegliato! Dopo un letargo lungo 8 mesi, l’ormai famoso lander dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha ripreso a comunicare! Giunto lo scorso novembre sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko dopo un viaggio durato 10 anni insieme alla “sorella maggiore”, la sonda Rosetta, Philae si era addormentato dopo appena 2 giorni di lavoro a causa di una posizione poco favorevole con scarsa illuminazione solare. Fortunatamente però l’avvicinamento della cometa al sole ha riportato il lander alla luce, che ha potuto finalmente ricaricare le batterie.
Il “buongiorno”, è arrivato al centro di controllo missione di Darmstadt il 13 giugno alle 22.28, con grande eccitazione tra gli scienziati. Con un contatto di 85 minuti infatti il lander ha confermato di essere ancora operativo, in anticipo di 2 mesi rispetto a quando ci si aspettava con più probabilità un risveglio, il prossimo agosto. In quegli 85 minuti Philae ha già inviato ben 300 pacchetti di dati, misurazioni riguardanti lo stato della cometa risalenti anche a qualche giorno fa. Il che lascia pensare che Philae sia già sveglio da un po’, ma probabilmente non era ancora riuscito a collegarsi con la sonda madre e quindi con la Terra.
“Una grandissima soddisfazione per la scienza, per l’Europa e soprattutto per l’Italia”, esclama Giovanni Bignami, presidente dell’Istituto Nazionale di AstroFisica (INAF). Già, perché l’Italia ha dato un grande contributo alla realizzazione della missione e del lander, di cui ha costruito il trapano per studiare il terreno della cometa e che ora si spera possa finalmente venire utilizzato.
Non resta dunque che aspettare. Oltre ai 300 già inviati e pronti per essere analizzati, Philae ha già pronti altri 8000 pacchetti di dati da studiare, e questo è solo l’inizio!

Dennis Verra

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