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I Babilonesi anticipano Newton

Alcune tavolette babilonesi datate 350-50 a.C. potrebbero inaspettatamente risolvere la disputa sulla paternità del calcolo differenziale, contesa tra Newton e Leibniz, rendendolo più vecchio di quasi due millenni. Delle tecniche matematiche paragonabili al calcolo dell’integrale, sviluppato indipendentemente e contemporaneamente dai due colossi matematici del Seicento prima citati, venivano infatti utilizzate dal grande popolo mediorientale per calcolare la posizione nel cielo del pianeta Giove, come testimoniano alcuni reperti custoditi nel British Museum di Londra. Nessuno avrebbe mai pensato che calcoli così avanzati fossero noti già prima della nascita di Cristo.
Gli storici erano infatti già a conoscenza delle abilità matematiche dei grandi popoli del passato, dai Greci agli Egizi ai Babilonesi, che le utilizzavano principalmente proprio in ambito astronomico. Tuttavia non si pensava che queste tecniche fossero così avanzate.
La scoperta si deve a Mathiue Ossendrijver, astronomo dell’Università Humboldt di Berlino, che per 14 anni ha analizzato i trapezi disegnati sulle tavolette babilonesi per comprenderne il significato, e a quanto pare ne è valsa la pena. La scoperta si è guadagnata la copertina della rivista inglese Science, visto che promette di rivoluzionare la storia della matematica e dell’astronomia.
Tutto ciò conferma ulteriormente come la matematica sia sempre stata considerata la regina delle scienze, studiata e rispettata anche quando, secoli fa, religione e filosofia costituivano l’unico modo di indagare i misteri del mondo. “L’universo è un libro. Ed esso è scritto in lingua matematica” diceva Galileo. E a quanto pare lo sapevano pure gli antichi Babilonesi.
 Dennis Verra

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