Medicina

ALIMENTAZIONE GIOVANILE – Intervista al dottor Lucio Lucchin

Ci siamo poste delle domande riguardo l’alimentazione giovanile. Abbiamo quindi intervistato il dottore Lucio Lucchin, esperto in questo settore.

Nicole Lucchin: “Sappiamo che la situazione psicologica può influenzare l’alimentazione giovanile. Ne può parlare a riguardo?”

Lucio Lucchin: “Il cibo non nutre solo il corpo ma anche la psiche. Infatti è uno dei metodi inconsci per scaricare tensione e frustrazioni. I giovani, specie nel periodo dell’adolescenza tendono a parlare poco dei propri problemi e la tensione eventualmente generata viene in parte “scaricata” mangiando e spiluccando. Anche quando si è contenti e si sente il bisogno di darsi un premio, il cibo costituisce in genere quello più immediatamente reperibile.”

Silvia Bertelli: “Come fanno i genitori ad accorgersi che i propri figli soffrono di disturbi alimentari, come anoressia o bulimia?”

L.L: “I genitori fanno molta fatica e spesso non se ne accorgono o se ne accorgono tardi: quando un giovane inizia a perdere peso e dimagrisce, oppure ha comportamenti alimentari diversi dal solito: cambia preferenze di cibi, tende a mangiare da solo, inizia a fare durare il pasto a lungo, mastica molto, rifiuta categoricamente, tende ad andare regolarmente in bagno dopo mangiato, sono segnali che devono essere analizzati da personale medico esperto.”

N.L: “Come vengono aiutate e guarite le ragazze che soffrono di queste malattie?”

L.L: “Innanzitutto bisogna capire la gravità; le forme meno gravi, che sono la maggioranza, possono anche risolversi spontaneamente con un minimo di controllo. Le forme più gravi, che riguardano circa una ragazza (i maschi sono meno colpiti dai disturbi del comportamento alimentare) su cento, necessitano di un trattamento combinato psichiatrico, psicologo e nutrizionale che può richiedere anni e in molti casi anche in ricovero in appositi centri.”

S.B: “Quante ragazze nel mondo soffrono di queste malattie?”

L.L: “I disturbi dei comportamenti alimentari colpiscono in Italia circa 250 000 persone di età compresa tra i 18 e i 25 anni. Le forme più gravi: anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo dell’alimentazione incontrollata interessano circa 4 persone giovani su 100, mentre le forme meno gravi circa 6 persone su 100. in totale una persona su 10, in genere femmina, presenta un qualche problema con il cibo. L’età d’esordio è tra i 10 e i 30 anni, con una media attorno ai 17 anni. Nel mondo compaiono ogni anno 4/8 casi ogni 100 000 abitanti.”

N.N: “La percentuale di obesità infantile nel mondo sta aumentando. Qual’è il motivo?”

L.L: “Nel mondo è aumentata l’obesità su tutte le fasce d’età. Le cause principali sono l’eccessiva disponibilità di cibo a cui l’individuo non sa rinunciare, la preoccupante riduzione del movimento e lo stato di tensione che spinge a consolarci con il cibo. In Italia quasi un bambino su 10 di 8/9 anni è obeso e 2 su 10 in sovrappeso. L’esempio dei genitori in termini di stile di vita (in particolare alimentazione e movimento) è fondamentale per prevenire questa problematica.”

Nicole Lucchi e Silvia Bertelli, 2F

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